BonusMacchinariL’articolo 18 del DI 91/2014, il cosiddetto Decreto Competitività, ha rinnovato fino al 30 giugno del 2015 il bonus macchinari relativo agli investimenti effettuati dalle imprese sui beni strumentali e sui macchinari. Tuttavia il prolungamento di tale agevolazione fiscale potrebbe nascondere alcune insidie, o meglio alcuni vincoli che rischiano di limitare e vincolare in maniera pesante il raggio d’azione delle aziende. Anche per questo motivo una circolare interpretativa è stata diffusa da Confindustria, che così facendo ha voluto specificare quali sono i casi di cumulabilità, quali sono i beneficiari e soprattutto quali sono i potenziali vantaggi a favore delle imprese.

Un po’ di chiarezza

E’ bene, in primo luogo, fare un po’ di chiarezza su questo bonus: di cosa si tratta? Secondo quanto previsto dal Decreto Competitività, viene coperto il 15% delle spese che le imprese sostengono per l’acquisto di beni strumentali e macchinari tra il 25 giugno del 2014 e il 30 giugno del 2015. Non tutti i macchinari sono “coperti”, ma solo quelli presenti nella tabella Ateco 2007 alla categoria 28. Occorre precisare, tuttavia, che il calcolo del bonus viene effettuato unicamente sulla somma che supera la somma degli ultimi cinque anni. In altre parole, il 15% che può essere goduto come credito di imposta riguarda l’eccedenza delle spese sostenute nell’ultimo quinquennio in rapporto alla media degli investimenti che sono stati sostenuti nella stessa categoria di beni nei precedenti cinque esercizi, tenendo fuori quello con la somma più alta.

Bonus macchinari 2015, i vincoli

Va ricordato, inoltre, che l’incentivo può essere sfruttato unicamente dai titolari di reddito di impresa: e cioè dalle società di persone, dai titolari di ditte individuali, dagli enti no profit, dalle cooperative e dalle società di capitali. Il bonus non viene calcolato, quindi, sulla spesa lorda, ma sulle spese in eccedenza in rapporto alla media dei precedenti esercizi. Un altro vincolo è rappresentato dal fatto che esso viene concesso unicamente a coloro che eseguono investimenti il cui costo unitario non sia inferiore ai 10mila euro. Con il bonus macchinari si ottenere un credito di imposta che – volendo – può essere impiegato per compensare altri debiti.

A chi si rivolge il bonus macchinari 2015

Non ci sono limiti, invece, rispetto alle tipologie di imprese che hanno diritto a questa agevolazione economica: a prescindere dal territorio di appartenenza, dal settore economica, dalle dimensioni o dalla forma economica, il bonus può essere richiesto da chiunque, a patto che le strutture produttive si trovino in Italia (mentre in precedenza era ammesso che le strutture produttive fossero anche all’estero, nell’ambito dello spazio economico europeo).

Ringraziamo MyMachinery.net per averci aiutato a redigere questo articolo.

Di Grey